Il suo territorio ricade tra la valle dell’Eleuterio e il bacino del fiume Milizia, oggi in secca. Nonostante la sua storia sia molto recente, le origini di Bolognetta svelano curiosi particolari sulle norme che regolavano le licentiae populandi, ovvero le autorizzazioni a edificare e popolare nuovi insediamenti urbani, licenze che già nel 1573 imponevano le rigide norme edilizie volute da Filippo II di Spagna.
Di Bolognetta abbiamo sia la richiesta di autorizzazione fatta (è il 12 settembre 1600) dal mercante genovese Marco Mancino al marchese Francesco Beccadelli Bologna, proprietario del feudo, sia la risposta del nobile.
E possiamo leggere le varie fasi edilizie nei documenti storici. Questi raccontano che dovendo iniziare come da prescrizione da una grande piazza (il nodo viaro), questa venne costruita, ma di piccole dimensioni, accanto al fondaco dove risiedeva il ricco signore. Solo successivamente venne costruita la piazza centrale,ma le vie del paese non si dipartono da questa: sono perpendicolari alla regia trazzera che conduceva al fondaco.
Di questa “licenza topografica” c’è traccia in quella che ancora oggi è chiamata ’a strata stritta (la strada stretta), ovvero la prima ad essere costruita, contrariamente alle regole spagnole, a partire dal fondaco e non dalla piazza.
Le case, come ancora risulta nei quartieri più antichi, sono costruite secondo “blocchi” e “a spina”, ovvero ciascun edificio ha tre lati in comune con altrettante costruzioni. Ovviamente diverso il discorso per la casa del signore, sorta in posizione elevata e a Nord del nuovo abitato. |
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