Cefalà Diana si trova lungo la strada statale che collega il capoluogo, sulla costa settentrionale, con Agrigento, sulla costa meridionale. Anch’esso in zona collinare, sorge a 563 metri slm, circondato dalla Riserva Naturale Orientata Bagni di Cefalà Diana e Chiarastella.
“Cefalà è un grazioso paese con un circondario che abbraccia un vasto territorio, ricco di poderi e casali, di acque fluenti, abbondanti stagni e sconfinate distese di terra da seminare”.
È la descrizione che l’arabo Idrisi lascia di Cefalà Diana nel suo Libro di Ruggero (XII secolo), ma documenti del 1090,1099 e 1121 già parlavano di una viam Castelli cognomente Cefala (strada per il castello detto di Cefala). Questa strada era la stessa che in età romana imperiale era costellata da insediamenti rurali, strada che conduceva nei pressi di un edificio termale che sfruttava le acque che sgorgavano a 37/38°C alle falde di un monte, oggi conosciuto con il nome di Pizzo Chiarastella.
I documenti attestano che, anche se queste terre fertili vennero sfruttate dai signori di Palermo che ne cedevano appezzamenti in enfiteusi (i Chiaramonte, ad esempio, ne furono proprietari dal 1371 al 1374), la cittadina venne fondata ufficialmente alla metà del Settecento dai baroni Diana, che però ne avevano ottenuto il privilegium habitandi già dal 1684.
La Cefalà Diana che oggi si visita, su un declivio a ridosso del castello, ha una struttura urbanistica tipica del XVIII secolo, che si sviluppa attorno a piazza Umberto I. |
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