Dista un paio di chilometri da Palermo e si affaccia sulla Conca d’Oro dalle pendici di Monte Caputo, a 310 m. slm. È all’interno dei Siti Naturalistici di Interesse Comunitario “Valle del fiume Oreto”, “Raffo Rosso, Monte Cuccio e Vallone Sagana”, “Monte Pizzuta, Costa del Carpineto, Moarda”, “Boschi di Ficuzza e Cappelliere, Vallone Cerasa e Castagneti di Mezzojuso” e delle Zone a Protezione Speciale “Rocca Busambra e Rocche di Rao”, “Monte Jato, Kumeta, Maganoce e Pizzo Parrino”, “Monte Matassaro, Monte Gradara e Monte Signora”, e “Monti Sicani, Rocca Busambra e Bosco della Ficuzza”, oltre che della Riserva Naturale Orientata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago.
Una delle versioni sull’origine di Monreale narra di un monastero abitato da monaci tra i boschi sopra quella che sarà la città di Palermo. Il monastero, si dice, venne distrutto dagli Arabi, e questi vennero poi cacciati dal Gran Conte Ruggero d’Altavilla (forse 1034-1101).
La cittadina si forma a partire dal Duecento intorno all’abbazia benedettina e al Duomo, voluti da Guglielmo II, nipote di Ruggero.
Monreale nel 1183 diviene sede dell’Arcivescovado, uno tra i più vasti e ricchi d’Italia, che determina lo sviluppo della cittadina intorno al nucleo originario.
Lo sviluppo urbanistico si consolida nel XVI secolo con l’insediamento di nuovi ordini religiosi e si completa nei secoli successivi con nuove chiese e conventi che conferiscono alla cittadina una decisa fisionomia barocca. |
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