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ABBAZIA DI SAN MARTINO DELLE SCALE
Comune:
Monreale
Tipologia:
Abbazie e santuari
   

L’abbazia benedettina sorge nell’omonima frazione di Monreale a circa 7 km dall’abitato. Può essere raggiunta direttamente da Palermo, città da cui dista solo pochi chilometri.
Secondo la tradizione, l’abbazia venne costruita nel VI secolo da San Gregorio Magno. Distrutta dagli Arabi nell’820, venne riedificata nel XIV secolo e ingrandita a più riprese fino ad essere completata dall’architetto Venanzio Marvuglia nel 1770, il quale edificò la maestosa facciata che dà verso Palermo.
Nonostante le spoliazioni subite dopo l’occupazione garibaldina, l’Abbazia si presenta come un complesso monumentale ricco di opere d’arte di ogni tipo: fontane, sculture, dipinti, libri antichi, oggetti sacri e manufatti tessili. All’Abbazia è collegata una parte della storia culturale siciliana. Qui, sino al 1860 c’era una delle più importanti biblioteche di Sicilia, oggi nucleo fondante della Bibblioteca Regionale di Palermo.
La comunità monastica, nel solco della plurisecolare tradizione benedettina, da una parte opera per rendere fruibile questo patrimonio, dall’altra interviene nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio artistico, con l’attività dell’Accademia di Belle Arti e di restauro “Abadir”, che opera all’interno dell’Abbazia.

La visita dell’Abbazia inizia dopo la piccola portineria, percorrendo il corridoio con la Galleria degli Abati, dove sono esposte decine di ritratti degli Abati che si sono succeduti alla guida dell’Abbazia.
Si perviene quindi al locale che ospitava l’antica Biblioteca. Qui è stata allestita la mostra “In nome di Benedetto”, che comprende dipinti realizzati nei secoli XVII e XVIII, caratterizzati da linguaggi formali compositi che spaziano dal classicismo al tardo manierismo, dal naturalismo fiammingo e caravaggesco all’illusionismo barocco e rococò.

> Le opere d’arte
Tra le opere che si possono ammirare troviamo: il “San Gregorio Magno” (1605) di Gaspare Bazzano (o Vazzano) e aiuti, olio su tela con iscrizione in basso a destra “Il zoppo di Gangi”;

la “Adorazione dei Magi” (1609 circa), olio su tela di Gaspare Bazzano;

i “sette Angeli” (primi del XVII secolo), olio su tela di Gaspare Bazzano e aiuti;

la “Incredulità di San Tommaso” (primi del XVII secolo), olio su tela di Gaspare Bazzano;

il “San Domenico di Silos libera gli schiavi” (XVII secolo), olio su tela firmato in basso al centro “Minnitti”, Mario Minniti;

il “San Nicolò di Bari” (prima metà del XVII secolo), olio su tela attribuito a Giuseppe Salerno;

il “San Benedetto riceve Mauro e Placido” (1726), olio su tela firmato e datato “Paulus De Matteis, Roma 1726”, Paolo De Matteis;

la “Cena di San Gregorio” (1726-27), olio su tela di Paolo De Matteis;

il “Martirio di san Placido” (1726-27) olio su tela di Paolo De Matteis;

il “San Benedetto e Totila” (1726-27) olio su tela di Paolo De Matteis;

il “San Mauro e re Teodoberto” (1726-27), olio su tela di Paolo De Matteis;

il “San Martino e il mendicante” (1726-27), olio su tela di Paolo De Matteis;

il “San Benedetto e il monaco Romano” (1727 circa), olio su tela di Paolo De Matteis;

il “San Benedetto e un sacerdote” (1727 circa), olio su tela di Paolo De Matteis;

la “Immacolata e sante vergini palermitane” (1727), olio su tela firmato e datato “Paulus De Matteis F.1727”;

la “Madonna con Sant’Anna e santi benedettini” (1727), olio su tela firmato e datato “Guglielmo Borremans P.A. 1727”;

la “Caduta di Cristo sotto la croce” (prima metà del XVII secolo), olio su tela di Autore Ignoto;

la “Adorazione dei Magi” (prima metà del XVII secolo), olio su tela di Autore Ignoto;

l’ “Incontro tra Giacobbe ed Esaù” (fine del XVII secolo), olio su tela di Autore Ignoto;

la “Presentazione al tempio” (prima metà del XVII secolo), olio su tela di Autore Ignoto di ambito fiammingo;

la “Adorazione dei pastori” (prima metà del XVII secolo), olio su tela di Autore Ignoto di ambito fiammingo;

il “San Benedetto in adorazione del Cristo deposto” (XVIII secolo), olio su tela di Autore Ignoto.

 

Si prosegue attraversando i corridoi dove danno le aule ed i laboratori dell’Accademia di Belle Arti “Abadir”, sino al salone settecentesco del lato Nord, utilizzato per esposizioni temporanee d’arte. 
Il prospetto orientale dell’Abbazia ci offre un vestibolo fiancheggiato da un colonnato in stile dorico lungo il quale si incontra la bella statua del Marabitti che raffigura San Martino nell’atto di tagliare il suo mantello per donarlo al mendicante (Ignazio Marabitti, 1786) e lo scalone che, con più rampe, conduce alle sale superiori, passando accanto al centro servizi per seminari ed incontri in direzione del refettorio del convento.
Nel chiostro di San Benedetto si trova la monumentale statua in marmo realizzata nel 1728 da Giuseppe Pampillonia e raffigurante il Santo.
Ai piedi del campanile della chiesa si trova la Fontana dell’allegoria del fiume Oreto, opera del Marabitti (1784).

> La chiesa
Fu edificata tra il 1561 e il 1595 in stile tardo-rinascimentale.
L’interno è ad unica navata, con grossi pilastri che segnano lo spazio tra le cappelle laterali, cinque per lato, ciascuna delle quali contiene preziosi dipinti inseriti nell’itinerario culturale “Nel nome di Benedetto”, inserito nei circuiti di Mirabile Artificio, il museo diffuso di arti figurative nell’Alto Belice Corleonese.
Così, al primo altare a destra, ecco “L’Epifania” (prima metà del XVII secolo) dello Zoppo di Ganci, al secolo Gaspare Bazzano; al secondo la “Santa Rosalia” (prima metà del XVIII secolo) di Paolo De Matteis; al terzo, gli “Arcangeli”, attribuiti allo Zoppo di Gangi”; al quarto la “Predica di san Giovanni Battista” (1608 - olio su tela con l’iscrizione Ph.Pal.1608) di Filippo Paladini; al quinto, il “San Mauro e re Teodoberto” (1607) olio su tela di Gaspare Bazzano e aiuti; in fondo al braccio destro del transetto, la “Madonna e i santi Bendetto e Scolastica” di Pietro Novelli.
Quindi, il bel portale marmoreo della clausura, cinquecentesco, dove è raffigurata in rilievo la “Storia della Passione”, e l’acquasantiera del 1496.
Nel presbiterio, a destra, la grande tela di Novelli raffigurante San Benedetto, a sinistra il “San Martino e il povero” (1608) olio su tela di Filippo Paladini e aiuti.
Segue il coro ligneo, quasi tutto realizzato dai napoletani Nunzio Ferraro e Giovanbattista Vigilante tra il 1591 e il 1597, integrato tra il 1726 e il 1725 con interventi dei siciliani Nunzio Di Paula e Pietro Marino. Quest’ultimo è autore anche dei due quadroni con la “Gloria di San Bendetto e Santa Scolastica”. L’organo settecentesco anticipa la cappella a sinistra con la statua gaginesca della Madonna della consolazione, al fianco della quale troviamo le statue di Sant’Agata e Santa Caterina.
L’altare al braccio sinistro del transetto è impreziosito dalla tela di forma ottagonale di Matthias Stomer (1600/1650) raffigurante “Gesù e i discepoli di Emmaus”.

Al terzo altare a sinistra gli Apostoli dello Zoppo di Gangi; al secondo il “San Domenico” di Giuseppe Ribera (1588/1656), e al primo il “San Nicola” dello Zoppo di Gangi.

INFORMAZIONI:

L’Abbazia si raggiunge comodamente dalla circonvallazione palermitana lato Sud/Est, svoltando su via Evangelista di Blasi e proseguendo seguengo le indicazioni per San Martino.
ORARI:

8:30 / 12:30 - 16 / 18 tutti giorni
INGRESSO:

2 euro