Si affaccia a 725 m slm,sull’omonimo lago. Oltre ad essere all’interno della Riserva Naturale Serre della Pizzuta, Piana ricade all’interno dei Siti Naturalistici di Interesse Comunitario “Lago di Piana degli Albanesi”e di “Monte Pizzuta, Costa del Carpineto, Moarda”.
Nel XV secolo i coloni albanesi trovarono un accordo con l’Arcivescovato monrealese e ottennero il permesso di costruire un loro centro abitativo nelle campagne dell’entroterra palermitano.
Il primo villaggio sorse alle falde di Monte Pizzuta, ma nel 1487 l’insediamento venne spostato più a valle, proprio dove ora sorge il paese di Hora e Arbëreshëvet, la Piana dei Greci per i contadini indigeni.
La storia della città si legge nella sua stessa topografia. Infatti, quando nel XV secolo si dovette provvedere alla costruzione del paese, visto che il luogo avrebbe dovuto ospitare già 2000 anime, si iniziò con lo strutturare un assetto urbano che rispondesse alle esigenze dell’organizzazione sociale già conformata. Così il primo nucleo della cittadina, formato dai quartieri S.Vito, S.Giorgio e S.Demetrio, suddivide la zona abitata per famiglie appartenenti alla stessa stirpe, suddivisi in aree che prendono il nome dalle chiese.
Nel corso del Cinque-Seicento vennero costruiti gli edifici pubblici, edificati in modo tale da dare forza alla Strada Grande, ovvero il corso Castriota, l’asse viario principale della cittadina.
La città si completa nel suo disegno alla fine del Settecento, tanto che anche per tutto l’Ottocento si svilupperà secondo lo schema cinquecentesco. Persino la costruzione della diga sul braccio destro del Belice (1921) non influenzerà più di tanto la vita di Piana, e il lago così formato si inserisce in modo armonico nella storia della città: la ricchezza d’acqua della piana era stata alla base della scelta originaria del sito. |
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