Una trentina di chilometri dividono il capoluogo palermitano da San Cipirello, cittadina che sorge alle pendici di Monte Jato (400 m. slm), in una zona collinare interna che si raggiunge con la strada a scorrimento veloce Palermo-Sciacca. Il suo territorio fa parte della Zona Naturalistica a Protezione Speciale di “Monti Iato, Kumeta,Maganoce e Pizzo Parrino”.
Seppur in una zona in cui è certa la presenza umana fin dalla notte dei tempi, di San Cipirello bisogna parlare come di una “fondazione recente”. Il paese vero e proprio, infatti, venne edificato all’indomani del terremoto che l’11 marzo 1838 fece franare a valle la metà di San Giuseppe li Mortilli, l’odierna San Giuseppe Jato. Gli studi geologici di quella metà dell’Ottocento suggerivano di non ricostruire l’abitato là dove era franato, ma di spostarsi un poco più in là, dove la struttura del suolo dava maggiori garanzie di stabilità. Il nuovo paese, quindi, avrebbe dovuto essere una sorta di “nuovo indirizzo” di quello vecchio, ma una serie di lotte intestine causò la scissione degli abitanti di San Giuseppe: metà rimase nel suo “vecchio” centro abitato, metà si trasferì nel nuovo, dando vita a San Cipirello. |
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